Grande partecipazione di imprenditrici e imprenditori agricoli per il convegno “Latte: analisi del mercato e prospettive future del settore” organizzato da Coldiretti Cremona giovedì 9 aprile a Grumello Cremonese, nell’ambito della Fiera Agricola di Primavera. L’appuntamento ha preso il via poco dopo le ore 20:30 presso la sala convegni di Fieragrumello. E’ stata una tavola rotonda, moderata dal Direttore di Coldiretti Cremona Giovanni Roncalli, con importanti relatori: sono intervenuti Gianfranco Comincioli, Presidente di Coldiretti Lombardia, Mauro Belloli, Responsabile Area economica di Coldiretti Lombardia, e Gabriele Canali, Direttore Crefis, Università Cattolica del Sacro Cuore. In apertura, i saluti del Sindaco Maria Maddalena Visigalli e della Presidente della Fiera Maria Vittoria Berselli.
La relazione del prof. Canali sul tema “Il mercato del latte bovino in Italia e nell’UE: verso un nuovo scenario” ha offerto importanti spunti agli agricoltori e ai cittadini in sala. Attraverso dati e grafici, Canali ha analizzato il mercato europeo (dalla produzione di latte in UE al prezzo alla stalla e spot, dal legame offerta-prezzo all’analisi del prezzo di latte in polvere, formaggi, burro). Gli stessi aspetti sono stati valutati passando al mercato nazionale, dalla produzione di latte ai prezzi di tutti i prodotti lattiero-caseari, con una particolare attenzione rivolta alle grandi dop Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Canali ha proposto inoltre un confronto tra il prezzo del latte in Italia, Francia e Germania. Si è soffermato sul tema delle esportazioni, in particolare del Grana Padano.
Dall’analisi proposta dal Direttore Crefis si è passati alla relazione di Belloli, Area economica Coldiretti Lombardia, che ha toccato vari aspetti, muovendo dalla “fotografia” del mercato (con le evoluzioni nelle produzioni nei principali Paesi europei nel decennio 2015-2025) al raffronto dei prezzi, dal tema delle pratiche commerciali sleali all’intervento di Coldiretti nel tavolo latte convocato dal Ministero per le politiche agricole.
E’ toccato quindi al Presidente di Coldiretti Lombardia Comincioli chiudere la riflessione, richiamando l’impegno di Coldiretti per dare risposte, e certezze, a una filiera che vede impegnate 23mila aziende zootecniche per un patrimonio di 1,5 milioni di vacche da latte, oltre a circa 1800 imprese di trattamento e trasformazione, con consegne di latte bovino che ammontano a 13 milioni di tonnellate (di cui quasi la metà viene dalla Lombardia). Con un sistema di oltre 5mila stalle – ha ricordato Comincioli – la Lombardia produce quasi metà del latte nazionale (46%), trasformato in gran parte in formaggi DOP di eccellenza, ma usato anche per tantissimi prodotti freschi.
Anche rispondendo agli interventi dalla platea, il Presidente di Coldiretti Lombardia Comincioli e il Direttore di Coldiretti Cremona Roncalli hanno evidenziato l’azione di Coldiretti, al fianco di tutte le aziende, per garantire il rispetto dei contratti pattuiti, sostenere gli allevamenti del territorio in un momento di difficoltà e incertezze, assicurare che neanche un litro di latte resti in azienda. E, nel contempo, mantenere alta l’attenzione contro i fenomeni di speculazione e pratiche sleali.
“Coldiretti continuerà a lavorare per il riconoscimento del corretto valore a ogni segmento della filiera – hanno evidenziato Comincioli e Roncalli – assicurando il giusto reddito alle imprese di allevamento e valorizzando la distintività del latte italiano”. C’è stato modo anche di richiamare l’azione messa in campo da Coldiretti Cremona, sempre in tema di difesa del made in Italy, con la comunicazione inviata a tutti i Sindaci della provincia di Cremona, per chiedere che i Comuni del territorio approvino una delibera a sostegno della modifica del codice doganale sull’origine dei prodotti agroalimentari. Un’iniziativa che l’Organizzazione degli agricoltori sta portando avanti a livello nazionale, per arrivare all’abolizione di una norma che danneggia enormemente l’agroalimentare made in Italy e garantire alla nostra agricoltura e al nostro sistema economico un commercio libero e giusto. Si punta a superare il criterio della “ultima trasformazione sostanziale”. “Una norma che – ha ricordato Roncalli – consente troppo spesso di “italianizzare” prodotti e materie prime provenienti dall’estero attraverso lavorazioni finali, aprendo la strada a concorrenza sleale, confusione per i consumatori e danni economici alle aziende agricole”.